Ross54 Psychedelic Electronic Progressive band

Band

Formazione attuale

Xeno
Xeno

Tastiere ed effetti speciali

Davide Scarpato
Davide Scarpato

Chitarra

Davide Vigo
Davide Vigo

Batteria


Ex-componenti

  • Paolo Vigo - Basso nel 2018
  • Terry Lacapra - Voce dal 2017 al 2018
  • Luca Scarpa - Basso nel 2017
  • Andrea Magni - Basso dal 2013 al 2017
  • Monica - Voce dal 2014 al 2017
  • Adriano Raspo - Basso dal 2008 al 2012
  • Vito Scrima - Chitarra dal 2005 al 2010
  • Pierre Soldano - Basso dal 2005 al 2007

Biografia

Nel lontano anno 2000, xeno inizia il suo progetto "Brodo Primordiale" un concept dedicato alla nascita dell'universo ed in seguito della vita su questo pianeta. Dopo 3 anni di studi relativi all'argomento su molti testi scientifici e un periodo di pianificazione del lavoro da realizzare entra in studio di registrazione fino alla realizzazione del primo cd "Brodo Primordiale" pubblicato e distribuito da Ma.Ra.Cash nel 2004
Il cd viene accolto favorevolmente dalla critica, quasi entusiasticamente, ne sono testimonianza le varie recensioni che troverete nel sito, e comunque nell'ambito space & elettronica rimane un prodotto estremamente particolare che subisce molte influenze mantenendo comunque una sua identità ben precisa e definita.

Nel frattempo il progetto prosegue, trattandosi di un concept si articola su diversi cd e a cavallo tra il 2004 e il 2005 prende forma il secondo lavoro "Segnali di Vita" seguito subito dopo da "Hot Blood" e da "Del Corpo e dello Spirito" quest'ultimo tuttora in fase di realizzazione.
L'uscita di "Segnali di Vita" che era prevista per il 2005/2006, è stata volontariamente posticipata da xeno stesso per far sì che l'album venga riregistrato dai Ross54 e venga pubblicato con il nome della band.
Così come per tutti gli altri lavori che seguiranno. Capirete poi perché.

Nel 2005 dopo aver visto che il lavoro svolto fino a quel momento poteva avere uno sviluppo, decisi di fondare una band che mi sostenesse negli eventi dal vivo, o almeno questa era l'idea originaria, mi misi quindi in contatto con dei carissimi amici musicisti spiegando loro quale sarebbe stato il percorso da seguire per poter eseguire il progetto in una situazione live, fondai così i Ross54.
Inizialmente la formazione non era quella attuale ma comprendeva due elementi in più rispetto ad oggi, questo per via della complessità dei suoni e delle parti strumentali, non funzionò e perdemmo quindi due elementi, per un breve periodo rimasi in bilico sulla decisione di proseguire oppure no con la band, poi decisi che per quanto mi riguardava la musica deve essere suonata perché solo suonandola con una vera band avrebbe avuto quella resa sonora e quell'impatto che secondo me mancava.
Così decisi che la band avrebbe avuto seguito, e mi accordai con i miei amici per mantenere il progetto nella forma originaria ovvero io l'artista e loro la band che accompagna, poi mi resi conto che non era quello che volevo davvero, (a onor del vero me ne resi conto quasi subito) e mi integrai nella band.
Viene spontanea la domanda: Perche? In primo luogo le persone con le quali suono sono veramente amici con la A maiuscola e poi detesto stare a tavola da solo, suonare è per me come banchettare, che gusto si può provare ad essere di fronte a una tavola imbandita senza condividere le pietanze con qualcuno?

Iniziano le prove, (ottobre 2005) il feeling umano e musicale mi diede sin dall'inizio ottime vibrazioni ma qualcosa non quadrava e non capivo cosa, mi sembrava che per quanto le esecuzioni fossero buone fin dall'inizio, mancasse lo spirito giusto o quanto meno la comprensione di quello che si suonava, chiesi insistentemente a tutti i membri della band di leggere i documenti cartacei e di interpretare gli stati d'animo che mi portarono a comporre le musiche, (mi sono guadagnato il nomignolo di "martello" per questa mia insistenza ma ne è valsa la pena) e dopo che ebbero capito la vera essenza dei brani finalmente la luce.
Conciliare il proprio background musicale con qualcosa che per certi versi può essere alieno è credo la cosa più difficile che un musicista possa fare, vero è che tra noi esiste un grande rispetto una grande stima e soprattutto una grande amicizia, cosa che ha aiutato non poco nella realizzazione di un lavoro così differente da quello che erano abituati a fare prima, mentre per me che sono l'ideatore o se preferiamo la mente di questo progetto musicale risulta naturale avere a che fare con questo genere, per loro è stato più difficile abbandonarsi ed assorbire questa cosa così distante dal loro essere, ma grazie agli elementi di cui ho parlato prima che sono per altro da unire alla indiscussa capacità tecnica e versatilit&agave; di ognuno siamo riusciti ad ottenere il sound che ci siamo prefissati con quel carico emotivo e comunicativo che tante volte nei miei sogni di musicista ho sperato di ottenere.

Nel 2006 continuando a provare per affinare il più possibile il nostro stile, ci siamo resi conto sentendo le registrazioni delle prove che stavamo facendo un buon lavoro, contemporaneamente entrammo in contatto con gli Anacondia e grazie a loro ottenemmo la prima data live, grande fermento e tanta voglia di fare bella figura, così ci mettemmo sotto di buona lena e preparammo una selezione di brani da proporre in quella serata, tra i quali due inediti uno di mia composizione e uno di composizione udite udite dei Ross cosa che mi ha fatto capire ancora di più quanto siamo sintonizzati sulla stessa frequenza, ho preparato per l'occasione un supporto multimediale che avrebbe guidato il pubblico attraverso il nostro viaggio nello spazio e nel tempo e abbiamo imparato a suonare sincronizzandoci al filmato cercando di comunicare attraverso la musica le varie tappe del viaggio intrapreso. Lanciai l'idea di realizzare un dvd del concerto, mi diedero del pazzo perché era il primo che facevamo, io risposi che se qualcosa fosse andato storto potevamo sempre fare finta di niente e tenercelo per noi.
Il concerto fu un successo nonostante il poco pubblico, parte del dvd lo trovate nella sezione multimedia del sito.
Il risultato della serata è stato positivissimo per quanto ci riguarda non solo per il successo ottenuto ma anche perché c'è stato un incremento delle persone coinvolte in questo progetto ed interessate a portarlo avanti.
Fanno ora parte dello staff in modo permanente il tecnico del suono e delle luci Alessandro Gasparini come responsabile degli allestimenti, il manager Diego Colombo come responsabile dei contatti esterni della promozione e dell'ufficio stampa e la grafica Ida Trimboli che ha ideato il logo.

Devo dire che le prove lo studio e la determinazione dimostrata da tutti noi nel cercare di migliorarci ha portato ad un risultato che personalmente dal punto di vista artistico definirei buono, anche se suscettibile di miglioramento, ha portato anche miglioramenti in noi o perlomeno in me che oggi mi sento parte di un gruppo di persone che stanno bene insieme e che insieme stanno percorrendo una strada difficile estremamente ripida e ricca di ostacoli, come tutti sappiamo purtroppo in Italia è difficile proporre qualcosa di innovativo e fuori dagli schemi commerciali è difficile riuscire a trovare spazi per suonare è difficile proporre le proprie composizioni ed ancora più difficile è comunicare le proprie emozioni utilizzando come vettore la musica, la mia fortuna è stata quella di trovare persone che insieme a me hanno deciso di condividere questo percorso unendo la loro capacità espressiva fino a raffinare un sound che è solo nostro e che è diventato la somma delle nostre personalità come fossimo un solo essere.

Questa sensazione che personalmente trovo bellissima si manifesta in modo palese nella comunicazione col pubblico, è vero abbiamo fatto per ora un solo concerto ma le sensazioni che avevamo sul palco erano fortissime si avvertiva una grande attenzione e un grande trasporto da parte degli ascoltatori, la partecipazione al nostro sforzo creativo è stata talmente forte che si poteva toccare e per un'istante ho sentito tante mani e tanti pensieri sfiorarmi. Una sensazione indescrivibile ed impagabile, speriamo di ripetere presto un'esperienza così coinvolgente, siamo tutti motivati a proseguire e a migliorare.

Nel 2009 viene registrato il primo album della band con la seguente line up:

  • Basso Voce: Adriano Raspo
  • Chitarra: Vito Scrima
  • Chitarra: Davide Scarpato
  • Batteria e Percussioni: Davide Vigo
  • Tastiere,Synth, Sequencer, effetti: Xeno

L'album intitolato FULCRUM è l'unione di diverse scuole di pensiero portate da ogni componente la band e prende questo titolo proprio in funzione del fatto che ogni stile, gusto, composizione, è il fulcro di un lavoro collettivo atto a creare un album dalle sonorità sperimentali ed uniche nel suo genere. Fu l'album che diede ai Ross 54 una firma sonora inconfondibile.
Alla fine delle registrazioni Vito Scrima decise di intraprendere altre strade e con la massima serenità lasciò la band.

Seguirono diversi concerti come si vede sul sito alla pagina live, dopo diverso tempo esattamente nel 2012 Adriano Raspo abbandonò ed entrò al suo posto Andrea Magni con il quale si cominciò a scrivere il nuovo album, dal titolo MUTAZIONI, album in fase finale di registrazione ma già eseguito diverse volte in pubblico, come si vede sempre nella sezione live, seguì l'ingresso di Monica che ha scritto quasi tutti i testi di MUTAZIONI, dando ancora linfa e forza alla band con la grande personalità e simpatia di cui è dotata.

A metà del 2017 Andrea e Monica sono dimissionari, al loro posto entreranno Terry Lacapra alla Voce e Luca Scarpa al Basso, rinnovando così l'avventura dei Ross 54.
Sicuramente cominceremo un nuovo viaggio e un nuovo album ancora diverso da FULCRUM e da MUTAZIONI album che ha segnato un punto fermo nelle nostre sonorità e che ci ha fatto maturare ancora un pochino sia come persone che come musicisti, lavorare a MUTAZIONI è stato estremamente appagante, anche se diversissimo da FULCRUM, le atmosfere cyber elettroniche, psichedeliche lisergiche di FULCRUM hanno lasciato spazio a suoni più concreti meno sperimentali ma ugualmente psichedelici, tracciando un percorso che dalla follia cyberspaziale ci ha riportato quasi di schianto sulla terra catapultandoci in una realtà sonora mutante e mutevole, da qui il nome MUTAZIONI, diversissimo per sonorità e contenuti da FULCRUM, questo album segna un nuovo punto di riferimento per la band, un nuovo modo di comunicare con il pubblico, non più solo attraverso la musica pura e semplice e con le vibrazioni che essa creava ma anche con testi, espressione di quanto ancora abbiamo da dare a livello emozionale, talvolta ermetici e talvolta no, ma comunque sempre inseriti nel sound esclusivo che caratterizza la natura della band.

Siamo passati dall'uso esasperato dei sequencer a una musica diversa meno cybertecnologica, robotica, se vogliamo, a melodie più concrete meno scandite dalla tecnologia che comunque resta un punto fermo nelle nostre sonorità, l'uso dei synth è comunque un tratto distintivo che però si fonde con il suono di basso e chitarra in modo più armonico, meno violento e meno industriale.
Anche questa è una delle ragioni che ha portato alla scelta del nome MUTAZIONI, del resto non poteva essere che così, i cambi di line up portano anche cambi di sonorità appunto perchè ognuno apporta il proprio essere, il proprio gusto musicale, inserendo le proprie linee melodiche ed armoniche nel contesto della band, nessuno di noi ha mai discusso un'idea ma ha sempre cercato di inserirvi i propri contributi fino ad affinare il brano secondo il gusto collettivo, trovo che questo sia un modo splendido di fare musica, nessun limite alla creatività, nessun limite al gusto personale, nessun limite alla personalità individuale, ma anzi l'integrazione di ognuno nel contesto collettivo.

Questo album è forse un po' più maturo del precedente, che personalmente trovo ancora bello ed accattivante, con il passare del tempo stiamo affinando anche le tecniche di registrazione e i live, ovviamente il tutto è parte di un bagaglio di esperienza che è venuto a formarsi frequentandoci e crescendo assieme, crescita che non è ancora terminata perchè ogni giorno di vita è un mattone in più che sovrapponiamo alla nostra esperienza anche umana.

Ci conosciamo bene, ci stimiamo, e ci vogliamo bene, come se la band fosse una seconda famiglia ed è questo esattamente ciò che ci porta a continuare nel nostro intento di creare musica, soprattutto ci divertiamo a farlo, spero che questo ci porti avanti ancora per molto e molto tempo, ci faccia crescere ancora e ancora, e possa dare a chi ci ascolta quelle emozioni e vibrazioni belle che noi proviamo, perchè lo scopo finale di tutto questo non è tanto l'approvazione del pubblico ma il suo coinvolgimento nel nostro mondo.